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1 agosto 2011 1 01 /08 /agosto /2011 16:21

La pedagogia libertaria di Alexander Neill.

Un autore che ebbe forte risonanza nel movimento contestativo del '68 fu Alexander Neill, nato in Scozia nel 1883 e morto nel 1973.

Benché nel 1968 fosse già ultraottantenne, fu in quell'anno che divenne un idolo celebre: giunse infatti imprevista la fortuna di un suo libro, riscoperto dal movimento studentesco americano.

Il libro "Summerhill" diventava improvvisamente una documentazione di esperienza anti-repressiva e libertaria, una sorta di "vangelo" dell'educazione libertaria, che divenne perciò diffusissimo, anche se non più originale.

Del resto fu una caratteristica abbastanza comune alle rivendicazioni del '68 non scoprire niente di veramente nuovo, ma offrire a cose già dette una cassa di risonanza enormemente maggiore.

Il discorso di Neill si prestava particolarmente all'ideologia beat, trattandosi di un'ideologia contestatrice dei valori fondamentali della pedagogia tradizionale, la quale si basava su principi come: l'autorità dell'educatore; lo sviluppo dell'autocontrollo nell'allievo; la strutturazione morale del comportamento mediante la disciplina e l'interiorizzazione dei tabù sessuali e sociali; l'instaurazione di interessi "indotti" e l'obbligo dello studio secondo ritmi e quantità prestabiliti.

L'esperienza di Summerhill e i metodi libertari

L'esperienza di Summerhill fu impostata nel 1921 ed ebbe inizio nel 1924.

In un primo tempo a frequentare Summerhill furono soprattutto ragazzi "difficili", successivamente l'iscrizione presso questa struttura venne estesa a tutti.

La scuola di Summerhill, che ospitava ragazzi dai 5 ai 16 anni, voleva essere, e di fatto fu, il tipico esempio di una comunità impostata secondo principi non direttivi e libertari: coeducazione, libertà di iniziativa, nessuna costrizione relativamente a orari e presenze, nessuna censura del comportamento.

Il presupposto era creare condizioni favorevoli al libero sviluppo degli interessi dell'educando.

Centro di attività erano i laboratori di inglese, matematica, geografia, storia, chimica e arte.

Nel pomeriggio i ragazzi potevano dedicarsi alla lavorazione di pelle, vimini, ceramiche, legno e metalli.

Parte del tempo veniva dedicato al ballo, al cinema e al teatro, che assolvevano a una funzione ricreativa, culturale e di confronto individuale e sociale.

L'allievo poteva fare ciò che desiderava, purché non infrangesse le regole che la comunità stessa si era data e non interferisse nella libertà altrui: il motto era "Libertà e non Licenza".

Le difficoltà di apprendimento derivano per Neill da turbe emotive, che andavano quindi curate attraverso la liberazione dell'affettività.

Fondamentale è il rapporto che l'educatore stabilisce con il soggetto: esso deve essere fondato, oltre che sulla "non valutazione" e "non repressione", sulla confidenza e sul rispetto reciproco.

Beat ..... (83/365)Aerial view of Hogg's Corner c1965, Eagralougher, Loughgall, Co ArmaghSummerhill TerraceBeat ..... (83/365)

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Published by Caterina Giglio - in Scienze umane e sociali
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