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13 marzo 2012 2 13 /03 /marzo /2012 14:13

treno1

 

Qual è il modo migliore di comportarsi durante un viaggio in treno? Quali sono gli atteggiamenti da adottare? E quali i comportamenti che, al contrario, è bene evitare? Questa guida di facile consultazione, attraverso alcuni semplici consigli, si propone come scopo quello di fornire le risposte a queste domande.

 

Che tu ti stia accingendo ad effettuare un viaggio di breve o di lunga durata, dal punto di vista dell'atteggiamento da adottare, non fa differenza: si tratterà, in entrambi i casi, di una situazione in cui ti troverai a stare per un certo periodo di tempo a stretto contatto con altre persone, con le quali ti troverai a condividere degli spazi comuni. Èperciò fondamentale che tu abbia rispetto per i tuoi compagni di viaggio.

 

Come in qualsiasi altro contesto sociale, è quindi necessario rifarsi semplicemente alle regole fondamentali della buona educazione.

 

La prima cosa da fare, appena entri nello scompartimento, è salutare gli altri passeggeri. Allo stesso modo sarà buona norma salutare coloro che entreranno dopo di te.

Nel disporre i bagagli, tieni presente che hai a disposizione esclusivamente la parte del portabagagli relativa al tuo sedile: evita quindi di invadere con i tuoi effetti personali lo spazio riservato agli altri, in particolar modo i posti vicino al tuo.

Una volta che ti sei accomodato, non fissare le persone che ti sono di fronte e non insistere ad avviare una conversazione.

Se ne hai voglia, dedicarti pure alla lettura di un libro o di una rivista, senza il timore di apparire scortese: si tratta di un'attività che ti offre il duplice vantaggio di aiutarti ad ingannare il tempo ed, eventualmente, di isolarti con discrezione da conversazioni invadenti.

 

Se fai uno spuntino, offrine gentilmente una parte ai tuoi compagni di viaggio, ma solo nel caso in cui il cibo in questione si presenti ancora incartato ed integro. In caso di rifiuto, non è il caso che tu insista. 

Una volta terminato il tuo pasto, non lasciare in giro cartacce o bottiglie vuote, ma abbi cura di gettare i rifiuti negli appositi contenitori.

Evita di uscire ed entrare dallo scompartimento troppo frequentemente, ma, se proprio non puoi farne a meno ,abbi almeno l'accortezza di scusarti per il disturbo arrecato.

Infine, nel momento in cui ti appresti a scendere dal treno, ricorda che è buona norma salutare i viaggiatori che restano, augurando loro buon viaggio.

 


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Published by Caterina Giglio - in Famiglia e relazioni
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23 luglio 2011 6 23 /07 /luglio /2011 18:53

Il gioco è un' esperienza fondamentale nell'età infantile, indispensabile per il corretto e globale sviluppo psicofisico del bambino.

L'attività ludica, spesso sottovalutata in passato, costituisce oggi un punto cardine della pedagogia moderna.

Il gioco, infatti, non è mai semplicemente fine a sé stesso, ma ricopre invece un ruolo fondamentale nel processo di apprendimento e di strutturazione della personalità del bambino. Le varie modalità di gioco sono legate alle sue tappe evolutive e vanno quindi modificandosi via via con l'età.

Esse sono inoltre connesse allo stato emotivo del piccolo e per questo sono da considerarsi rivelatrici del suo equilibrio psichico.

Si possono individuare le seguenti tappe di sviluppo ludico:

  • 0-1 anno

Il gioco assume una funzione esplorativa: si tratta di azioni semplici e ripetitive, finalizzate all'esplorazione, attraverso le quali il bimbo impara a conoscere sé stesso e l'ambiente circostante.

  • 2 anni

Il gioco adempie a una funzione catartica: compare il gioco "simbolico-imitativo" attraverso il quale il bambino esprime la propria personalità, il proprio vissuto, emozioni e sentimenti. Esprimendo inoltre le sue fantasie inconsce supera la frustrazione.

  • 3 anni

Attraverso l'attuazione di "giochi di ruolo" e "giochi di regole" il bambino inizia un percorso di socializzazione e scoperta degli altri e apprende concetti quali il rispetto reciproco, il riconoscimento dei propri errori, lo spirito di gruppo e l'accettazione della sconfitta.

Il gioco è inoltre il mezzo con il quale il bambino comunica e si rapporta con l'adulto, oltre che con i coetanei, vincendo l'isolamento e acquisendo sicurezza in sé e negli altri: si parla in questo caso di "relazione ludica".

L'intervento educativo dell'adulto nell'ambito del gioco, per essere mirato, non dovrà essere invasivo, non dovrà dirigere l'esperienza infantile, ma dovrà limitarsi alla predisposizione di un ambiente favorevole al gioco e all'osservazione del suo svolgimento.

Infatti soltanto lasciando il bambino libero di esprimersi e di sperimentare saranno favorite in lui l'autostima, la fiducia nell'adulto e l'autonomia.

girl treat her doll
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Published by Caterina Giglio - in Famiglia e relazioni
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