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Wilhelm Reich e l'analisi del carattere

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Un' interessante teoria psicanalitica: Wilhelm Reich e l'analisi del carattere

 

Wilhelm Reich, nato in Romania nel 1897, con i suoi studi sull'analisi del carattere, ebbe il merito di apportare significativi contributi alla psicanalisi.

Reich opera infatti una revisione del concetto di nevrosi: fondamentalmente egli sottolinea il ruolo esercitato dai disturbi della sessualità genitale nella determinazione della malattia.

Reich perviene così alla definizione del concetto di "potenza orgastica": la capacità di abbandonarsi, senza alcuna inibizione, al flusso dell'energia biologica, ovvero la capacità di scaricare l'eccitazione sessuale accumulata attraverso involontarie e piacevoli contrazioni del corpo.

Essa è assente nei soggetti affetti da nevrosi, la cui "impotenza orgastica" è determinata da sadismo e senso di vanità nell'uomo e da masochismo e senso di colpa nelle donne.

Da ciò deriva che la terapia debba mirare alla realizzazione della potenza orgastica attraverso l'eliminazione delle inibizioni, le quali impediscono la completa gratificazione sessuale ("resistenze caratteriali").

Reich giunge alla definizione del "carattere" come apparato psichico di protezione dall'angoscia, dalle insidie del mondo esterno, dall'inconscio.

Ma nel caso in cui il carattere si trasformi da apparato di protezione in "armatura" si ha un'alterazione cronica dell'"Io", fortemente indurito.

Il contrasto fra desideri pulsionali ("Es") e realtà esterna ("Super-Io") portano il soggetto ad una stasi sessuale, la quale genera angoscia: si determinano così le condizioni per la formazione del carattere nevrotico.

Il carattere nevrotico si contrappone al carattere genitale: si tratta di "tipi ideali" rispetto ai quali i caratteri reali rappresentano sempre delle forme ibride.

Il "carattere nevrotico" è caratterizzato da un "ingorgo della libido". L'intensità della nevrosi aumenta in rapporto all'insoddisfazione delle esigenze pulsionali. Esso è caratterizzato dal conflitto tra Es e Super-Io e dalla messa in atto di formazioni reattive che limitano sensibilmente la sessualità, di cui arrestano l'evoluzione. Il soddisfacimento sessuale è sempre parziale in quanto filtrato dai sensi di colpa. Qui l'Io si caratterizza per l'ostilità nei confronti dell'Es e per l'atteggiamento servile nei confronti del Super-Io. La condotta ed i rapporti sociali sono regolati da un'armatura caratteriale rigida che impedisce ogni reale coinvolgimento della personalità.

Il "carattere genitale" è l'espressione di un rapporto equilibrato tra tensione e soddisfacimento pulsionale. Esso corrisponde al pieno sviluppo della fase genitale e quindi al raggiungimento della sessualità matura. L'assenza di contrasti tra Es e Super-Io rende l'Io privo di sensi di colpa. L'armatura caratteriale flessibile che lo contraddistingue permette l'adattamento del soggetto alle diverse esigenze della realtà.

La formazione del carattere trae origine dall'ordinamento socio-storico-economico. La famiglia in particolare, con il suo determinare sin dalle primissime fasi di sviluppo cosa vietare e cosa soddisfare, servendosi di svariate forme di repressione e gratificazione, è il luogo privilegiato di questo processo. La famiglia patriarcale, autoritaria e repressiva, è quindi la causa prima dello sviluppo del carattere nevrotico, fortemente aggressivo. Vi è quindi all'origine dell'aggressività l'inibizione della sessualità prodotta da un'educazione autoritaria, in quanto si tratta di energia inibita trasformata in distruttività.

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